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La resistenza fu la risposta del popolo italiano all'occupazione tedesca. Per la prima volta, nella storia del paese, uomini e donne, di ogni ceto ed età, si trovano uniti nella lotta contro l'oppressore. La lotta di Resistenza in Abruzzo, costata la vita a 340 cittadini, si svolse, soprattutto, con combattimenti sui monti ma anche con tentativi di insurrezione in alcune città. alla fine del settembre 1943, sui monti di Bosco Martese nel teramano, si accampò una grossa formazione partigiana con il compito di disturbare le azioni nemiche. Sfortunato il tentativo di rivolta della popolazione di Lanciano il 16 ottobre 1943, durante la quale caddero 23 cittadini, 12 dei quali fucilati per rappresaglia. Il 21 novembre 1943, a Pietranseri, 121 cittadini furono fucilati dai tedeschi. A Francavilla a Mare, il 30 dicembre 1943, due sottufficiali tedeschi, per vendetta in seguito a uno scontro a fuoco, spararono su un gruppo di civili costretti al lavoro obbligatorio uccidendone 20. l'11 gennaio 1944 caddero 9 partigiani della brigata Palombara. Un altro massacro avvenne a Filetto (Aq) nel giugno del 1944. Oltre 40 furono le bande partigiane costitutite in Abruzzo: 3500 i combattenti, 3000 i patrioti.. Riferimento per tutte fu la Brigata Majella che sarebbe entrata, vittoriosa, a Bologna a fianco del Battaglione Alpini "Abruzzo" del rinnovato esercito italiano.
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