Potrebbe iniziare da questo bando, affisso sui muri cittadini il giorno 18 del mese di settembre dell’anno millenovecentoquarantatré, la tragica storia che ci accingiamo a raccontare.

L’8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio firma l’Armistizio con le truppe alleate. L’esercito italiano è allo sbando, il re in fuga, i tedeschi “traditi” resistono lungo i fronti di guerra disegnati dall’Appennino Abruzzese.

Si apre una delle pagine più dolorose della storia d’Italia.

Dieci giorni separano l’emanazione del bando dalla firma dell’Armistizio che suscita euforia tra la popolazione aquilana: molti credono che i mali della guerra stiano per finire. Si pensa ai devastanti bombardamenti su Sulmona e Pescara e si confida nell’ingresso delle truppe alleate; i tedeschi, dati ormai per sconfitti, sembrano non  rappresentare ulteriori problemi.

Occorre, però, fare i conti con il territorio e, appunto, con la reazione tedesca all’Armistizio.