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Istituto Professionale Statale per
l'Industria l'Artigianato |
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TRITTICO D’AMORE
IL TEMA DELL’AMORE ATTRAVERSO
TRE TIPOLOGIE TESTUALI
(descrizione, lettera, testo poetico)
A cura dell’alunno eliseo spera
Classe 2° d , indirizzo Alberghiero
La ragazza dei miei sogni.
La ragazza dei miei sogni, Eva, è bellissima.
La sera, quando mi addormento, come per magia, appare nella mia mente e sembra proprio vera.
Lei, seduta sull’altalena, con un bel vestito verde, oscilla su e giù e i suoi capelli, biondi come raggi di sole, si muovono a ritmo di musica, una musica dolce, incantevole come lei.
Ha gli occhi azzurri, profondi come il mare; quando li posa su di me, rabbrividisco per il suo sguardo intenso che mi riempie di emozioni.
Ad un tratto, come per incanto, scendendo dall’altalena si avvicina a me: mi guarda, ride, poi si siede al mio fianco e, vicini, quasi sfiorandoci, guardiamo la natura e ascoltiamo tutti i rumori che essa racchiude in sé.
Eva emana una dolce fragranza, un profumo molto gradevole, un misto di latte e miele.
Ma ecco che si alza, si avvicina ad un albero mentre io la guardo.
Osservo la bellezza del suo corpo: è alta, magra e con tutti i requisiti che un ragazzo della mia età possa desiderare.
Con una voce dolce e soave mi parla della sua famiglia, che per lei è al primo posto e di entrambi i genitori, a cui vuole molto bene. Poi mi rivela il nome delle persone che la rendono felice, e, tra i vari nomi… miracolo!... esclama il mio.
Dice che sono molto importante per lei: ogni giorno, ogni ora, ogni minuto sono presente nella sua mente, nei suoi pensieri e nelle sue parole.
Mentre mi fa questa confidenza,dai suoi occhi scendono, simili a gocce di pioggia, lacrime di commozione e di felicità immensa.
Aggiunge anche che insieme a me si diverte un mondo perché sono sincero, simpatico, altruista.
Non ce la faccio più a resistere, e… con il cuore che batte forte forte, le prendo la morbida mano, la fisso negli occhi e le grido tutto il mio amore!
L’Aquila, 15 Marzo 2006
Caro amore,
ho capito che mi hai lasciato. Quando sei partita, per stare qualche tempo a Milano con alcuni tuoi parenti, mi avevi promesso che saresti presto tornata; ma questo, purtroppo, non è ancora accaduto.
Spesso ancora ti aspetto al bar o su quella panchina dove, se ricordi, passavamo giornate intere a parlare, a guardare il cielo e le nuvole alle quali associavamo sagome di animali; ricordo ancora la tua preferita, ”il coniglio”.
A volte mi capita di pensarti e guardo sempre dalla finestra verso la fermata dell’autobus sperando di vederti; se ricordi bene è proprio lì che ci siamo conosciuti!
Ma poi, quando non ti vedo, mi chiudo in me stesso e rimango triste per tutto il giorno, capendo ormai che molto probabilmente non tornerai più.
Mi resta difficile capire il motivo della tua improvvisa ed inaspettata partenza. Procedeva tutto bene, ci divertivamo ed eri sempre allegra e felice.
Mi confidavi che non eri stata così bene con nessun altro ed affermavi che ero un tipo simpatico, divertente e che, quando era opportuno, sapevo essere educato e serio.
Per tutto ciò non riesco a capire!
Ti ricordi la casetta in montagna? Adesso l’abbiamo ricostruita più bella e più grande di prima. Certo, ci sono sempre i soliti murales alle pareti e alle porte, ma, soprattutto, c’è ancora il nostro divano, dove ci siamo dati il nostro primo bacio…
Qui al paese ti cercano tutti, mi domandano dove sei, perché non torni, perché sei partita, ed io rispondo sempre con malinconia e tristezza, dimostrando la gran voglia di rivederti.
Sai? Ho un motorino nuovo! L’ho comprato sperando di poterci andare con te. Ricordi quando quello vecchio si fermava in salita o si spegneva: devi ammettere che ci ha permesso di trascorrere momenti indimenticabili. Mi manchi moltissimo!
Ti ho scritto questa lettera con la speranza che un giorno tu possa cambiare idea e tornare qui da me
tuo Eliseo
P.S: Mi manchi da morire! torna!
